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IL RICORDO DI PINO TANZI


Il saluto alle bandiere ed il tocco alla campana aprono al riunione. Una serata particolare confermata dalla presenza di moltissimi soci. I temi consueti hanno fatto spazio ad un momento di autentica vita rotariana: la commemorazione di PINO TANZI fondatore del nostro Club. Il suo ricordo è stato affidato a tre soci che ne hanno delineato gli aspetti professionali, rotariani e sociali.


Inizia Dario Barbieri: <<Purtroppo le vicissitudini della vita ci portano ad affrontare il rimpianto per le persone care che ci hanno lasciato e, come accade sempre a qualsiasi età, anzitempo. Questo caso, però, mi sembra del tutto anomalo o per lo meno singolare o per lo meno finora unico nel nostro Club. Il Presidente ha parlato di commemorazione e ciò significa ricordare qualcuno che non è più tra noi. Ma è proprio così? Pino è sempre stato presente alle nostre riunioni fin dalla fondazione, un centista d'oro - e sono ormai 28 anni - e in questa sala si sente ancora la sua presenza. A volte capita che ti chiedano da chi sia occupato un posto lasciato temporaneamente libero ad un tavolo; la risposta che ti viene spontanea in questi ultimi tempi è: c'era Tanzi un minuto fa, si vede che è andato a farsi l'iniezione. Se volgiamo lo sguardo, chi non lo rivede là in fondo a sollecitare i colleghi più "timidi" ad acquistare i biglietti della lotteria? Se un giorno qualcuno dovesse prendere il suo posto per tale incombenza, fosse questi anche Pavarotti, sentiremmo sempre la sua voce sovrastante. Quindi, parlare di commemorazione dell'amico Pino quando la sua presenza è ancora sentita così forte tra noi è forse un termine sbagliato. Parleremo di lui, quindi, sul filo dei ricordi senza la pretesa di una commemorazione, termine troppo roboante che non sarebbe certamente piaciuto nemmeno a lui. Ma anche parlare del ricordo di un amico come lui non è facile impresa. Infatti, quando alcuni di noi hanno pensato di dedicargli una serata siamo stati tutti un po' presi dallo


sconforto, ma quasi. Chi si sarebbe presa una responsabilità del genere e da solo? Difatti abbiamo pensato che sarebbe stato meglio dividerci il compito fra alcuni amici che gli fossero stati vicini in modo un po' particolare per poter dire qualcosa di non banalmente convenzionale in sua memoria. Uno lo ricorderà come Rotariano, un altro come personaggio di primo piano della vita pubblica varesina ed un altro come uomo d'impresa.
A questo punto mi sono sentito un po' sollevato, ma soltanto un po', perché parlare di Pino Tanzi e delle sue molteplici attività non era comunque cosa di poco conto, soprattutto perché questo argomento era stato, seppure imprudentemente, assegnato al sottoscritto. Tenterò di farlo, quindi, augurandomi che l'emozione , che è già forte adesso, non mi blocchi prima di avere terminato.
Per parlare di lui si dovrebbe averlo conosciuto fin dai primordi, ma in tal caso bisognerebbe avere almeno la sua età o essergli stato a fianco per qualche decennio. A me non è capitata tale fortuna perché con lui ho lavorato per un periodo non lunghissimo. Mi è bastato, però, per farmi un'idea ben precisa ed immaginare anche il resto degli anni da lui trascorsi, diciamo così, senza la mia testimonianza. Ho conosciuto Pino nel 1969, quando la multinazionale per la quale lavoravo a Milano già da oltre un decennio, decise con un altro grande compianto dell'imprenditoria varesina, di collaborare industrialmente con la mitica Ignis. La prima impressione è quella giusta, si dice; infatti ci fu subito uno sfondo cordiale e amichevole che ha poi sempre improntato e quasi ispirato i nostri rapporti. Ogni tanto mi mandava nel mio ufficio di Milano un Maspes o un Duilio Loi per starli a sentire o per aiutarli in qualche modo nelle loro imprese private, dopo aver tanto dato nelle loro rispettive attività sportive. Mi sembrava un miracolo: non avrei mai immaginato di poter avvicinare gente così famosa e prestigiosa per la quale potevo a mia volta fare io qualcosa. Sono stati momenti entusiasmanti, che rimarranno sempre impressi nel mia memoria. E' stato bellissimo e gratificante lavorare con lui, seppure - o proprio per questo - su fronti opposti. In fondo è proprio lì dove si manifesta il meglio dell'uomo. Forse saprete che le trattative fra le due società sono durate per circa un decennio. Perfino durante la collaborazione c'erano ferventi trattative: ci si capiva poco, l'impatto fra mentalità del tutto diverse e con interessi a volte contrastanti era spesso conflittuale. Solo la capacità e l'abilità di alcuni uomini sono riuscite a mantenere in piedi una collaborazione che rischiava di essere, oltre che anomala, causa di rotture o gravi fratture, che avrebbero compromesso addirittura l'esistenza di quella grande industria. C'erano due squadre formate anche da grandi avvocati e commercialisti, di cui facevamo entrambi parte - ovviamente su fronti opposti - ma fra noi due si era da subito formata una "entente cordiale". Durante le discussioni più accese, che per lo più lasciavamo ad altri, ci scambiavamo occhiate a volte persino divertite che intendevano "lasciamoli pure litigare sui formalismi che tanto poi saremo noi due a trovare l'accordo migliore". E così è stato: non voglio attribuirmi meriti che non ho, anche perché qui si deve parlare di lui e non di me, ma posso francamente affermare che molto Pino ha contribuito a sostenere e a portare avanti una collaborazione che in alto loco qualcuno pensava quasi ogni giorno a disturbare, a compromettere forse per tornare indietro ai vecchi tempi che invece, come tutti sanno, non tornano mai più. Quasi ogni mattina, dopo nottate passate in lunghe trattative, entrando negli uffici di Comerio si respirava l'aria della notte precedente : non vende più, anzi compra tutto lui ecc…il pettegolezzo regnava anche per dare ad intendere agli altri che …si sapeva tutto…che si era al corrente.
La sua pazienza, la sua abilità, la sua proverbiale bontà d'animo uniti ad una grande professionalità e ad una assoluta e unica conoscenza delle segrete cose di quella grande industria, sono state alla base del grande successo della joint-venture. Su di lui correvano tanti aneddoti e non saprei quali qui ricordare, ma erano tutti inerenti alla cordialità ed al grande impegno che metteva in tutte le cose. Non l'ho mai visto trattare male qualcuno, non ho mai visto il nostro amico Pino "incazzarsi", anche se in molte occasioni ne avrebbe avuto tutto il sacrosanto diritto. Per tutti ha sempre avuto le parole giuste per incoraggiare, stimolare e - cosa che adesso è merce rara - gratificare, pensando anche alla vita privata ed ai problemi personali di ciascuno. A volte dava l'impressione di estraniarsi; ricordo quando aveva l'incarico di stilare i bollettini della serata del nostro Club. Sembrava distratto ma i bollettini uscivano sempre puntuali e fedelissimi agli argomenti trattati, non gli sfuggiva assolutamente nulla.
Si diceva che firmasse tutto, assolutamente tutto ed anche le foglie portate dal vento autunnale che entravano dalla finestra e si posavano sulla sua scrivania. Naturalmente non è così, ma negli aneddoti c'è sempre del vero. Nella vecchia Ignis il nostro Pino era assolutamente l'unico ad avere poteri formali rilasciati con procura e dunque firmava semplicemente tutto, ma solo perché ciò rientrava nei suoi compiti di fiduciario della proprietà; poi la fantasia popolare ha fatto il resto.
Tanzi non si è occupato solo di "merce bianca" ma anche di tante altre attività che coesistevano con la Ignis o che si sono formate e sviluppate dopo che la famiglia fondatrice ha lasciato il campo ad altri. Mi giungevano notizie ed echi che non facevano che confermare la passione e l'impegno che metteva in tutte le cose, anche quando - come diceva lui - si metteva in testa il cappello da Gaucho ed andava a visitare le tenute in Toscana!
Sinceramente non me la sento, e forse non è nemmeno il caso, e senz'altro non sarei nemmeno in grado, di enumerare tutte le attività nelle quali si è distinto e si è fatto apprezzare: è stato chiamato a far parte di numerosi Consigli di Amministrazione e di Collegi Sindacali di importanti imprese ed è stato per parecchi lustri Presidente del Sindacato Dirigenti di Varese, ma non dobbiamo presentarlo qui per farlo conoscere o perché fra 5 minuti deve tenere una conferenza Rotariana! L'ultima l'ha già tenuta.
Non dobbiamo nemmeno essere troppo tristi, lui non l'avrebbe voluto. Ho cercato soltanto di sottolineare il fantastico approccio umano con il quale affrontava tutti gli argomenti e le matasse che doveva sbrogliare. Per raccontare tutto su di lui si dovrebbe scrivere un libro e mi auguro che un giorno qualcuno lo faccia, utilizzando anche i suoi utilissimi appunti che finora sono serviti a scrivere di imprese e di glorie altrui.
Caro Pino sappiamo che il momento sublime l'hai affrontato cristianamente e che hai abbandonato questa terra con lo spirito religioso che tutti ti riconoscevamo e che ha guidato ogni azione della tua vita; ti abbiamo tutti voluto bene e ti vogliamo salutare con grande affetto e profonda amicizia per ringraziarti per tutto quello che ha fatto per noi con entusiasmo e disinteresse personale; ma prima ti vogliamo dire che ce l'hai fatta grossa! Sentiremo enormemente la tua mancanza, ti ricorderemo spesso ma anche tu fai altrettanto!>>
Un sentito e commosso applauso è seguito alle sentite e delicate parole di Dario.
Luigi Roncari ha proseguito con un suo breve e intenso discorso l'omaggio del nostro club al suo primo Presidente e socio fondatore.
<<Il motto del Rotary è "Servire al di sopra di ogni interesse personale" e di questo motto il nostro Pino Tanzi è stato un simbolo esemplare in tutta la sua vita, di rotariano e di cittadino. Ho conosciuto Pino Tanzi nella primavera del 1975 quando venni gentilmente convocato, con l'amico Giampiero Vedani, in casa dell'avv. Franco Bassani in Laveno (già rotariano del Club Milano Giardini), e proprio con la gentilezza che lo distingueva, mi propose di diventare Socio Fondatore di questo nostro Club. Il Ragionier Tanzi già socio del Rotary Club Varese dal 1967 pochi mesi addietro ricevette l'incarico dal Governatore Aldo Palumbo del Distretto 184 (così era denominato in quel tempo il nostro Distretto), di formare un nuovo Rotary Club lungo la sponda lombarda del Lago Maggiore. Riunioni successive consolidarono con lui una profonda amicizia, si lavorò intensamente per trovare possibili altri soci e poter raggiungere il numero di 25, limite indispensabile a formare un nuovo Rotary Club. In quel tempo conoscevo molto superficialmente il Rotary ed i suoi scopi, ma con una carissima persona come lo era Pino, dove in lui regnava serenità, dolcezza d'animo, senso del dovere nel donare se stesso agli altri, tutti ricevemmo una carica formidabile ed in breve tempo si decisero tutte le formalità necessarie. In primo luogo la linea demarcatrice del territorio cedutoci dal nostro Club Padrino Varese, il nome da attribuire al Club, la stesura del Regolamento, il luogo delle riunioni, il giorno della settimana e relativa ora, ma tutto fu molto più facile con la sua grande esperienza rotariana. Con l'inizio dell'autunno del medesimo anno, già ci si riuniva regolarmente ogni settimana , in un primo tempo presso il Ristorante Vedani in Gemonio e poco dopo la scelta definitiva della nostra sede fu il Ristorane Bel Sit di Comerio.
Tanzi già alla nostra prima riunione fu il nostro Presidente e con lui era nata in noi la sensazione di aver trovato una nuova famiglia. Le riunioni conviviali proseguirono regolarmente sino al dicembre 1976, quando il Past Governatore Aldo Palumbo ed il Governatore in carica Pietro Baragiola consegnarono in una serata di grande rilevanza storica, la Carta di Costituzione del nostro Club. In pratica la sua presidenza durò due anni.
Con Pino è nata subito una profonda amicizia ed una stima reciproca al punto tale che durante l'anno in cui fui presidente del Club (1981/82) si propose lui stesso di fare il segretario. Pensate che allora al segretario, oltre i normali incarichi, competeva anche, in ogni riunione, il gravoso compito della stesura del bollettino. Furono anni vissuti di intensa vita rotariana, sia all'interno del Club sia a livello Distrettuale, ma anche di immenso piacere di vera amicizia, nel ritrovarci ogni lunedì. Era diventato ormai consuetudine che al termine della riunione si formasse il gruppetto per la partita a scopa, alla quale il nostro Pino ci teneva molto. Il repertorio barzellette era d'obbligo e tra una risata e l'altra Pino puntualmente annotava sulla sua agendina, con particolari simboli, per poterle poi ricordare. Non vi dico poi le accanite discussioni tra lui, "interista" ed Andrea Tagliaferri accanito "milanista"! Ed anche questa era vita rotariana dove regnava Amicizia con la "A" maiuscola e tanto buon umore.
Quanti ricordi di un caro amico che purtroppo non rivedrò più. Quest'anno sentiremo ancor più la sua mancanza durante la serata per lo scambio degli auguri di Natale! E…sì perché da quando è nato il nostro Club, chi se non il nostro amato e sempre disponibile socio poteva simpaticamente allestire e condurre la famosa tombola (che i più anziani soci ricorderanno ) o la ormai consueta lotteria! Ricordo Pino anche per la sua profonda fede cristiana, la gran sensibilità e riservatezza in tutto ciò che è stato il suo lavoro ed il rispetto del pensiero e della vita altrui in ogni occasione ci si trovasse. Mi piace ricordare quando, chiudendo gli occhi, mi raccontava del suo esordio nel 1944 con l'incarico di primo ragioniere nell'Officina della famiglia Borghi e quando il compianto Giovanni Borghi durante le riunioni importanti gli diceva <chel parla lù che le bravo de parlà>.
Incredibile come anche durante le nostre riunioni conviviali, quando agli occhi dei presenti sembrava sonnecchiasse, riuscisse a memorizzare ogni particolare della relazione ed al termine della stessa, pronto ad intervenire puntualmente con chiarezza e competenza. Nell'anno rotariano recentemente concluso ha per l'ennesima volta lasciato a tutti noi un esempio di rispetto verso il Club al quale era fiero di appartenere, mantenendo una percentuale di presenza di oltre l'80%, pur avendo già negli ultimi tempi problemi di salute. Vi posso poi assicurare che nonostante i suoi innumerevoli impegni, dei quali la cara Signora Pina ne sa qualcosa e a tal proposito ricordo, che quando le telefonavo cercando "il Pino", mi rispondeva < lù la vist> il che lascia intendere "non lo vedo mai"...", la percentuale di presenza in tutti questi anni di appartenenza al Rotary è sempre oscillata tra il 90 e 100%.
Caro Pino sarai sempre con noi e per me resterà un indelebile ricordo della profonda amicizia>>.
Luigi con molto cuore e sensibilità è riuscito a ricordare alcune delle innumerevoli attività rotariane e professionali.
Conclude GIUSEPPE VILLA che ha toccato le attività sociali di Pino che come tutti sappiamo si svolgevano in tante direzioni.
<<Dire della dimensione sociale e politica, dell'esperienza di vita così complessa e lunga di Pino Tanzi è ripercorrere le tappe della storia di un cinquantennio di vita locale e italiana. Innanzitutto una osservazione: per Pino non fu sufficiente trovare piena ragione di vita nel suo lavoro e negli affetti familiari: la dimensione sociale e civile costituiscono per lui il completamento e l'arricchimento della sua personalità. Ed è in questa dimensione che si dilatano mirabilmente le qualità che lui aveva. Gli interessi sociali si concretizzano nella sua attiva partecipazione a molteplici associazioni che non è facile elencare completamente: Associazioni umanitarie e di carità, oggi si direbbe di volontariato, Associazioni di animazione culturale e del folclore locale, la Pro Loco, Associazioni di esperienze lontane e traumatiche, quella degli Alpini, Associazioni di problemi sindacali e di categoria (è stato attivo dirigente dell'Associazione dirigenti aziende industriali), associazioni culturali, come l' Associazione Amici dell'Università di Varese, Associazioni sportive. Se questo è l'elenco nutrito dei suoi interessi sociali, occorre dire che non trattò mai di una presenza occasionale o superficiale, ma partecipata ed attiva per un incredibile lasso di tempo 30-40-50 anni. Ma i suoi interessi degni di memoria sono i suoi impegni e la sua attività politica. Ha fatto l'amministratore, come consigliere, sindaco di una comunità viva e in costante sviluppo, quale può essere definito il Comune di Comerio, ha avuto una forte passione per la politica tout cour, perché i problemi amministrativi si intrecciano con le utopie, le idee, i condizionamenti della politica dalla quale non possono prescindere. La sua fedele appartenenza alla Chiesa Cattolica gli diede motivo dell'impegno politico nel movimento dei cattolici democratici. Sarebbe interessante rievocare il cinquantennio della politica D.C. in Italia e analizzare come un militante di periferia, pur con grandi responsabilità, abbia vissuto e tradotto la passione politica nei comportamenti quotidiani. Tanzi ha vissuto quel lungo periodo con attiva partecipazione ai Congressi Provinciali che allora erano quasi annuali, alle riunioni sociali, alla vita della sua sezione dove la presenza di un vasto numero di iscritti era motivo di confronto di opinioni e di idee. Nella congerie delle politiche D.C. che nel tempo di 50 anni hanno avuto non poche trasformazioni, Tanzi rimase fedele a un messaggio coerente e preciso che lui identificava nelle posizioni dell'On. Fanfani da lui conosciuto fin dagli anni del dopoguerra e dell'amicIzia del quale si sentiva onorato. Perché Fanfani? Non certamente per opportunismo -che sarebbe stato impossibile con un personaggio del genere- ma, io credo, per una affinità caratteriale che potrebbe essere individuata nella comune convinzione che la fede religiosa deve trovare costante riscontro nell'attività politica, nella volontà di avere costantemente un riscontro tra il dire e il fare, tra la proposta politica e le iniziative conseguenti. Ricorderete che con questi concetti un tempo venivano bollati con il termine integralismo spregiativo sinonimo di "illiberalismo" e "fondamentalismo". La dimensione politica di Tanzi restò in questo ambito fino alla fine in una forse troppo ingenua incomprensione di ciò che gli stava attorno ed anche di qualche vicino collaboratore. Ma lui tirò dritto continuando nel suo lavoro e nel suo impegno e in questo può essere degno maestro.>>
Il Presidente riprende la parola per presentare la targa omaggio del Club che viene consegnata alla signora Isa, figlia di Pino, che ringrazia il club per questo omaggio al padre che ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore di tante e tante persone. Segue un breve saluto a Pino da parte di Corti e Diana.
Il tocco alla campana chiude la riunione.

Luvinate, 08 settembre 2003



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